venerdì 13 dicembre 2013
mercoledì 15 maggio 2013
ALESSIO DI BENEDETTO LUCIA PETITTI
ALESSIO DI BENEDETTO LUCIA PETITTI
Nel mese di Maggio 2013, in occasione del bicentenario della nascita di
Richard Wagner, è uscito nella versione cartacea e in e-Book (ECIG, Genova), La via della Terra di Mezzo-Viaggio di un
artista nel tempo, un romanzo storico che applica il principio delle vite
parallele o dei viaggi mediante cunicoli spazio-temporali per assistere di
persona alle principali vicende che hanno cambiato il corso della storia: dalle
barricate di Dresda allo sterminio dei Catari, dall’assassinio di Re Ludwig di
Baviera all’incontro con Adolf Hitler nel bunker della Cancelleria, fino alle
previsioni per il futuro dell’umanità attraverso un’entità aliena che ha già
conosciuto le disperate condizioni ambientali simili a quelle terrestri nel suo
pianeta, l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, l’inserimento dei Microchip
sottopelle, il Signoraggio Bancario, il Club Bilderberg, le scie chimiche, il
Sistema Haarp, gli OGM, la nuova eugenetica e l’eliminazione programmata di 6-7
miliardi di persone con un supervirus costruito a tal fine in laboratorio.
A RICHARD WAGNER
NEL BICENTENARIO DELLA
NASCITA
E
A COLORO CHE NON SI
SONO PIEGATI
E NON SI PIEGANO
ALLE MENZOGNE DELLA
STORIA
Un uomo non può cambiare il mondo,
ma un uomo può diffondere
il messaggio che cambierà il mondo.
David Icke
L’unica cosa necessaria
affinché il male trionfi
è
che la brava gente
non faccia nulla.
Edmund Burke
Il principio elementare di ogni inganno
è far vedere ciò che si vuole che la
gente veda
impedendole di vedere
ciò che non si vuole che veda.
Generale Sir Archibald
Wavell
Se saremo privati della libertà di
parola,
allora muti e silenti
potremo essere condotti
come pecore verso il macello.
George Washington
Sono gli attuali rappresentanti
del potere sulla Terra
che cercano di annientare
chi, come Wieland e i suoi fratelli
ricchi di ideali,
aspira alla comunità
del futuro pieno d’amore.
Sanglodea
Che vuol
dire reale?
Se ti
riferisci a quello che percepiamo,
a quello
che possiamo odorare, toccare e vedere,
quel reale sono semplici segnali elettrici
interpretati dal cervello.
Questo è il mondo che tu conosci.
E che ora
esiste solo in quanto parte
di una neuro-simulazione interattiva
che noi chiamiamo Matrix.
Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo.
Morpheus: Matrix
Vi
è mai capitato di fare un viaggio nel tempo? Siete mai stati sbalzati da una
dimensione all’altra? Avete avuto coscienza di quello che vi accadeva? Pensate
per un attimo di vivere in cunicoli spaziotemporali, in cui la vostra vita presente
risulti dall’equilibrio tra passato e futuro. Immaginate che possiate piombare
in un tempo a voi molto familiare che avete già vissuto, ma di cui avete
cancellato il ricordo. Potreste così scoprire aspetti che vi erano sfuggiti e
che ora siete in grado di riportare nella realtà attuale, per poterla
raccontare agli altri.
Dresda,
1849: Il fumo delle barricate in
fiamme impediva di orientarsi. Non sapevo più da che parte fuggire. Le
pallottole mi fischiavano negli orecchi. E quando stavo per perdere ogni
speranza, uno sconosciuto mi afferrò per il braccio urlandomi con voce
perentoria…
Rennes
Le Château, 1852: Terribili visioni
di fuoco e bracieri ardenti si alternavano a splendide immagini del maniero.
Dentro di me sentivo un impulso irrefrenabile che mi avrebbe portato tra quelle
montagne… Ai piedi del castello, una croce celtica nascondeva un arcano
segreto.
Montségur,
1244: Tutte le membra mi dolevano.
Ero stremato dalla fatica. Una forza inspiegabile mi teneva legato a terra. E
in questa situazione di torpore mi giunsero urla disperate, pianti isterici,
rumori sordi... E poi un fumo denso, sibili di frecce, rabbioso cozzare di
spade, distruzione e morte. Una voce di donna mi intimò…
Venezia, 1859: La mia
gioia fu tanta che gettai il cappello dal finestrino in segno di omaggio alla
gloriosa Repubblica Marinara. In gondola
giunsi fino a piazza San Marco. Mi avevano parlato di quelle scure imbarcazioni
col baldacchino nero e, quando vi salii, ebbi come una sensazione di angoscia.
Rimasi immobile a contemplare il sinuoso Canal Grande… Grandezza, bellezza e
decadenza insieme.
Starnberg,
1886: Nel frattempo il re si era
tolto in un sol gesto giacca e cappotto, e con l’aiuto delle braccia cercava di
superare la resistenza dell’acqua che gli arrivava all’altezza della cintola.
Feci un ultimo tentativo disperato. Lo seguii nel lago e lo riparai col mio
corpo, sperando che questa mia presenza avesse uno scopo. Ludwig seguì
imperterrito la sua corsa…
Berlino,
1945: Possenti aerei sganciavano il
loro carico di bombe come grappoli infiniti che fischiavano sulla mia testa.
Inspiegabilmente tutto mi fu chiaro. Conoscevo ogni cosa, persino i nomi delle
vie che mi accingevo a percorrere. Era merito dell’Elmo Magico?
Monaco,
2013: Stavo per piombare nel sonno
più profondo, quando una donna si materializzò davanti a me interloquendo: «Non
voglio spaventarla, Maestro Wagner, ma lei ha attirato la nostra attenzione per
le capacità di teletrasporto spazio-temporale, che è una nostra prerogativa… Vi
state comportando come turisti in vacanza sulla Terra… Fra circa mezzo secolo,
i dieci più potenti del pianeta costituiranno una società segreta, La setta
degli Immortali. L’ideatore e fondatore sarà un certo Scudo Rosso…
In copertina
Anna Maria De Martinis, Il messaggio della pietra e della musica,
2012
7.SGUARDO AL FUTURO
NEL BICENTENARIO DELLA MIA NASCITA
Il pianeta Terra è il manicomio
in cui il resto dell’universo
manda i suoi matti.
Voltaire
(... a metà capitolo)
«Ma è
terribile! Lei mi sta dicendo che delle invisibili ricetrasmittenti potrebbero
essere introdotte obbligatoriamente nel nostro corpo, per controllarci la mente
e il comportamento?».
«Purtroppo è
tutto vero. Il fine ultimo è il dominio sull’intero pianeta. Ho letto che sarà
istituito un esercito mondiale che chiameranno PIOR, Pulizia Infrangitori di
Ordini e Regole. A tale forma di controllo sociale verrà affiancata la BIMF,
Banca Internazionale della Moneta Fittizia. I soldi diventeranno puri numeri
digitati su un computer centrale, saranno virtuali e – come le dicevo – leggibili
soltanto mediante quel minuscolo congegno elettronico. Lo collocheranno
all’altezza del polso, nella parte interna, e sarà la nostra più grande
disgrazia: uno strumento di controllo perfetto. Spierà, ascolterà, vedrà e
registrerà, mandando tutte le informazioni al CPP, Centro Parole Proibite, un
congegno che riconoscerà i termini pericolosi, come ad esempio sciopero,
sovversione, ribellione e tutte quelle espressioni contrarie al potere
costituito. Attiverà nell’individuo che le pronuncia una sorveglianza totale, alla
quale seguiranno le prime minacce. Il suo conto virtuale sarà azzerato.
Immagini, un attimo prima poteva permettersi ogni cosa, facendo scorrere il suo
polso davanti ai registratori di cassa e, subito dopo, come nel più terribile
incubo, non potrà comprare alcunché. Le sarà negato anche il cibo e l’acqua,
gestita da compagnie private, tese soltanto al profitto. Deve sapere che ognuno
di noi ha una frequenza cerebrale, simile alle impronte digitali: non ve n’è
una uguale in tutto il pianeta. La mappatura e la riconoscibilità saranno
pertanto globali. In segreto stanno sperimentando il microchip attivo, ossia un
congegno in grado di stimolare l’encefalo per ottenere una risposta
biocomportamentale idonea al potere. Come può ben comprendere, la democrazia e
la privacy dei cittadini di oggi sono una vera fandonia. Guerre e stragi
potranno essere gestite a distanza con tali Cybersoldati con corpo umano ma
senz’anima che compiranno ogni sorta di eccidio senza provare alcun sentimento».
Fig 123. Busto di un Cybersoldato
Ero
inorridito, atterrito. Non avevo compreso il significato di tutte le parole, ma
il contenuto e soprattutto le finalità erano più che evidenti. Sembrava
prospettarsi la fine del mondo! Quale sciagura aveva colpito in modo così
agghiacciante l’umanità? Chiesi, allora, con maggiore interesse:
«Gentile signore,
ma come mai tutte queste persone continuano a divertirsi imperterrite:
passeggiano, fanno compere, si fermano alle locande e non c’è nessun moto
rivoluzionario in atto? Non vedo barricate, né striscioni inneggianti alla
libertà e alla salute, non vedo manifestazioni, né gente armata che lotta per
il futuro dei propri figli. Che diavolo di mondo è questo? I giovani sono tutti
sotto l’effetto della morfina?».
Pensai ai
nostri moti di Dresda, scatenati semplicemente perché una casta aristocratica
sfruttava il popolo. Ma qui siamo ben oltre, i motivi sono infiniti. La casta
si è rafforzata oltremodo per mezzo di una tecnologia avanzatissima ed ha il
potere di vita e di morte sulla gente. Sembrava il medioevo prossimo venturo.
Il simpatico
signore, notando la mia grande attenzione nei confronti di simili
argomentazioni o forse trovando in me un taciturno interlocutore, desideroso di
ascoltare le sue apocalittiche visioni, m’invitò a passeggiare per poterle
approfondire. Accettai di buon grado ed egli rispose alla mia domanda.
«La colpa,
caro mio, è di quel maledetto mezzo d’informazione, anzi di disinformazione,
chiamato televisione, che condiziona l’opinione pubblica, mostra solo ciò che
conviene alle lobbies di potere riuscendo a denigrare i cosiddetti nemici con
false accuse. E la maggior parte della gente si fa abbindolare senza rendersene
conto. Hanno creato ad arte spettacoli per marionette e giovani mummie,
ipnotizzate e domate da cabaret, trasmissioni demenziali, programmi farsa,
disinformatori scientifici e medici prezzolati dall’industria farmaceutica. In
questo modo il Governo Ombra agisce indisturbato. La precarietà del lavoro
dilaga, i disoccupati si moltiplicano, le tasse aumentano convulsamente, le
pensioni diminuiscono, lo stato sociale è sparito del tutto. Addirittura sono
state create spaventose crisi finanziarie internazionali e la povertà sta
iniziando a diffondersi ovunque. L’obiettivo - a breve termine - del Governo
Ombra è quello di costituire un unico gigantesco stato, guidato da un
presidente assolutista con un immenso esercito a difesa del potere dittatoriale».
«Ma è
possibile che proprio nessuno si accorga di queste manovre tiranniche?».
«A dire il vero ci sono i Neuroformatori, perfettamente al corrente di
questi giochi meschini...venerdì 15 febbraio 2013
PERCHE' RATZINGER SI E' DIMESSO
SCARICA GRATIS IL LIBRO SU DEGOLLADO IL PLURIPEDOFILO, SULLA DENUNCIA DI RATZINGER ALLA CORTE PENALE DELL'AJA E SULLE SUE DIMISSIONI. http://alessiodibenedetto.jimdo.com/i-legionari-di-cristo/http://alessiodibenedetto.jimdo.com/i-legionari-di-cristo/ sabato 28 gennaio 2012
CONVEGNO A NAPOLI 18,FEBBRAIO,2012
Dall'esoterismo all'eXoterismo
EdizioniSi, Collana eXoterica, Democrazia Diretta Sovranità Monetaria e
David Icke Meetup presentano : TOUR 2012 NAPOLI
11,30-12,00: Francesco Santorelli: mass media , disinformazione e banchieri
12,00-12,30
dibattito
12,30-13,00
Enrico Novissimo: Rothschild,Cavour,Garibaldi e la questione meridionale
13,00-13,30
dibattito
13,30-15,00
buffet fruttariano con le famose lasagne fruttariane e la torta fruttariana
15,00-16,00
esperimento di democrazia diretta
16,00-16,40
Guseppe Cocca: aspetti mentali dell'alimentazione,atteggiamento mentale sano per un cibo sano
16,40-17,20
dibattito
17,20-18,00
Alessio Di Benedetto: da Pitagora a Scriabin, la musica per cambiare il mondo
18,00-18,40
Filippo D'Eliso: teoria e prassi nella sinestesia informatica
(esperimento musicale)
18,40-20,00
dibattito
NAPOLI INGRESSO GRATUITO
Via Luigi la Vista 5 nei pressi di PIAZZA NAZIONALE, Napoli
citofono: checkup formazione
indicazioni per arrivare http://www.checkupformazione.it/dove_siamo.html
informazioni: 392-3299838
Checkup Formazione
via la vista 5, Naples, Italy
Vedi mappa · Ottieni indicazioni
EdizioniSi, Collana eXoterica, Democrazia Diretta Sovranità Monetaria e
David Icke Meetup presentano : TOUR 2012 NAPOLI
11,30-12,00: Francesco Santorelli: mass media , disinformazione e banchieri
12,00-12,30
dibattito
12,30-13,00
Enrico Novissimo: Rothschild,Cavour,Garibaldi e la questione meridionale
13,00-13,30
dibattito
13,30-15,00
buffet fruttariano con le famose lasagne fruttariane e la torta fruttariana
15,00-16,00
esperimento di democrazia diretta
16,00-16,40
Guseppe Cocca: aspetti mentali dell'alimentazione,atteggiamento mentale sano per un cibo sano
16,40-17,20
dibattito
17,20-18,00
Alessio Di Benedetto: da Pitagora a Scriabin, la musica per cambiare il mondo
18,00-18,40
Filippo D'Eliso: teoria e prassi nella sinestesia informatica
(esperimento musicale)
18,40-20,00
dibattito
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Via Luigi la Vista 5 nei pressi di PIAZZA NAZIONALE, Napoli
citofono: checkup formazione
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sabato 28 agosto 2010
giovedì 15 luglio 2010
ANCORA FALSITA' DAL VATICANO
DAL VATICANO ANCORA FALSITA'. QUELLE NORME SUI DELITTI GRAVISSIMI ESISTEVANO DAL 2001. NOVE ANNI DOPO LA PEDOFILIA CLERICALE CONTINUA IMPERTERRITA.
Ad ogni buon conto, è fuor di dubbio che soltanto la collaborazione degli alti gerarchi vaticani nei processi civili, penali e finanziari in corso potrebbe porre un freno all’attività delinquenziale dei prelati. La poderosa rete informativa e spionistica clericale è talmente potente da avere tutti i mezzi per intervenire preventivamente nei casi di abusi sessuali. Ma non se ne parla proprio. E non vi fate di nuovo ingannare dalle dichiarazioni pubbliche della “tolleranza zero”, mentre dietro le quinte essi preparano le vie di fuga dei loro cari “dipendenti”, così come è specificamente indicato nel cosiddetto segreto pontificio. Come ha sottolineato, infatti, Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio”[1]. In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione […] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”.
Secondo il parere del card. Julián Herranz Casado, membro numerario dell’Opus Dei dal 1949, il Crimen, “il documento del ‘62 è stato abrogato nel 1983 dal Codice di diritto canonico”[2], ma questo contrasta con le Epistole che i maggiori rappresentanti del cattolicesimo hanno inviato a tutti i membri della casta vaticana nel mondo: la Lettera apostolica del 30 aprile 2001 Sacramentorum sanctitatis tutela (a firma di Giovanni Paolo II) e l’Epistola De delictis gravioribus (“Dei delitti più gravi” a firma di Joseph Ratzinger) si occupano dei delitti canonici da attribuire alla cognizione della Congregazione per la dottrina della fede. In particolare la missiva di Ratzinger (scritta 18 giorni dopo quella del Papa) è stata oggetto di discussione legale negli States. È ancora il già nominato Shea a rispondere indirettamente alle affermazioni che il Vaticano ha fatto durante una trasmissione dell’emittente statunitense internazionale CBS, durante la quale si è sostenuta la tesi che le norme del ‘62 non avrebbero più valore in quanto sostituite dal nuovo codice di diritto canonico del 1983. L’avvocato Daniel J. Shea è categorico al riguardo: il Crimen è ancora in vigore, poiché citato nella lettera “Dei delitti più gravi” del 18 maggio 2001, pertanto Benedetto XVI, che allora ne fu il firmatario, diviene complice di quelle disposizioni[3]. L’avvocato di Houston Shea, difensore delle vittime della pedofilia “religiosa” a Galveston, ha portato nel 2005 la questione davanti al tribunale della Corte distrettuale di Harris County (Texas), aprendo un procedimento a carico di Joseph Ratzinger. Costui è indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”. Per l’esattezza, figurano come imputati: il responsabile della diocesi di Galveston (Houston), arcivescovo Joseph Fiorenza e l’attuale pontefice per aver coperto casi di pedofilia dei sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard!
Come scrive Pino Nicotri[4] inviato del settimanale L’Espresso: “Questi [Benedetto XVI] è accusato di avere coscientemente coperto, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Da notare che l’omertà e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone [del 2001] ha danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma anche dei molti altri che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti (dove la Chiesa ha dovuto pagare centinaia di milioni di dollari in una marea di risarcimenti) e in altre parti del mondo. Un porporato che si è visto denunciare dalle vittime un folto gruppo di preti, anziché punire i colpevoli li ha protetti facendoli addirittura espatriare nelle Filippine, in modo da sottrarli per sempre alla giustizia. (…) E Ratzinger [eletto papa il 19 aprile del 2005] sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condoleezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà del pontefice precedente?”. La procedura è stata bloccata dal vice Ministro della Giustizia Peter Keisler, ricorrendo alla clausola di immunità per i capi di stato, con la motivazione che “sarebbe incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti”, che dal 1984 hanno ormai rapporti diplomatici con la Città del Vaticano. Shea, da parte sua, ha precisato che continuerà la battaglia, poiché la citazione in giudizio del pontefice risale al gennaio 2005, quando Ratzinger era ancora semplice cardinale dell’Ex Sant’Uffizio, ed inoltre perché riconoscere il Vaticano come uno Stato violerebbe la Costituzione Statunitense, in particolare la “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose[5]. PER FORTUNA ANCHE QUESTE DISPOSIZIONI SONO VENUTE MENO NEGLI USA, POICHE' QUESTE DISPOSIZIONI PREDILIGEREBBERO UNA CONFESSIONE RELIGIOSA, QUELLA CATTOLICA A SCAPITO DI ALTRE. E CIO' E' ANTICOSTITUZIONALE.
da: LA RELIGIONE
CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php
http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html
http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm
http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html
[1] Discepoli di Verità, Segreto pontificio – I crimini sessuali nella Chiesa nascosti da papa Wojtyla e dal cardinale-prefetto Ratzinger, Milano, Kaos Edizioni, 2007.
[2] Marco Politi, “La Chiesa punisce chi fa del male ai bimbi ma il silenzio è garanzia per le vittime”, la Repubblica, 24.5.2007, p. 29. Vedasi: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/05/24/la-chiesa-punisce-chi-fa-del-male.html.
[3] Cfr. Roberto Renzetti, “Crimen Sollicitationis e Benedetto XVI”, in: Tony Braschi, op. cit, 203.
[4] Autore di importanti libri inchiesta tra i quali Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela Orlandi, Milano, Kaos Edizioni, 2002. In: http://nicotri.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/04/08/sorpresa-ecco-chi-come-e-quando-ha-deciso-in-vaticano-di-sottrarre-i-preti-pedofili-alla-magistratura-non-lo-indovinereste-mai/
[5] “Come capo di Stato il Pontefice non è processabile - Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa”, in: Corriere della Sera, 21.9.2005.
Ad ogni buon conto, è fuor di dubbio che soltanto la collaborazione degli alti gerarchi vaticani nei processi civili, penali e finanziari in corso potrebbe porre un freno all’attività delinquenziale dei prelati. La poderosa rete informativa e spionistica clericale è talmente potente da avere tutti i mezzi per intervenire preventivamente nei casi di abusi sessuali. Ma non se ne parla proprio. E non vi fate di nuovo ingannare dalle dichiarazioni pubbliche della “tolleranza zero”, mentre dietro le quinte essi preparano le vie di fuga dei loro cari “dipendenti”, così come è specificamente indicato nel cosiddetto segreto pontificio. Come ha sottolineato, infatti, Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio”[1]. In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione […] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”.
Secondo il parere del card. Julián Herranz Casado, membro numerario dell’Opus Dei dal 1949, il Crimen, “il documento del ‘62 è stato abrogato nel 1983 dal Codice di diritto canonico”[2], ma questo contrasta con le Epistole che i maggiori rappresentanti del cattolicesimo hanno inviato a tutti i membri della casta vaticana nel mondo: la Lettera apostolica del 30 aprile 2001 Sacramentorum sanctitatis tutela (a firma di Giovanni Paolo II) e l’Epistola De delictis gravioribus (“Dei delitti più gravi” a firma di Joseph Ratzinger) si occupano dei delitti canonici da attribuire alla cognizione della Congregazione per la dottrina della fede. In particolare la missiva di Ratzinger (scritta 18 giorni dopo quella del Papa) è stata oggetto di discussione legale negli States. È ancora il già nominato Shea a rispondere indirettamente alle affermazioni che il Vaticano ha fatto durante una trasmissione dell’emittente statunitense internazionale CBS, durante la quale si è sostenuta la tesi che le norme del ‘62 non avrebbero più valore in quanto sostituite dal nuovo codice di diritto canonico del 1983. L’avvocato Daniel J. Shea è categorico al riguardo: il Crimen è ancora in vigore, poiché citato nella lettera “Dei delitti più gravi” del 18 maggio 2001, pertanto Benedetto XVI, che allora ne fu il firmatario, diviene complice di quelle disposizioni[3]. L’avvocato di Houston Shea, difensore delle vittime della pedofilia “religiosa” a Galveston, ha portato nel 2005 la questione davanti al tribunale della Corte distrettuale di Harris County (Texas), aprendo un procedimento a carico di Joseph Ratzinger. Costui è indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”. Per l’esattezza, figurano come imputati: il responsabile della diocesi di Galveston (Houston), arcivescovo Joseph Fiorenza e l’attuale pontefice per aver coperto casi di pedofilia dei sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard!
Come scrive Pino Nicotri[4] inviato del settimanale L’Espresso: “Questi [Benedetto XVI] è accusato di avere coscientemente coperto, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Da notare che l’omertà e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone [del 2001] ha danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma anche dei molti altri che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti (dove la Chiesa ha dovuto pagare centinaia di milioni di dollari in una marea di risarcimenti) e in altre parti del mondo. Un porporato che si è visto denunciare dalle vittime un folto gruppo di preti, anziché punire i colpevoli li ha protetti facendoli addirittura espatriare nelle Filippine, in modo da sottrarli per sempre alla giustizia. (…) E Ratzinger [eletto papa il 19 aprile del 2005] sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condoleezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà del pontefice precedente?”. La procedura è stata bloccata dal vice Ministro della Giustizia Peter Keisler, ricorrendo alla clausola di immunità per i capi di stato, con la motivazione che “sarebbe incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti”, che dal 1984 hanno ormai rapporti diplomatici con la Città del Vaticano. Shea, da parte sua, ha precisato che continuerà la battaglia, poiché la citazione in giudizio del pontefice risale al gennaio 2005, quando Ratzinger era ancora semplice cardinale dell’Ex Sant’Uffizio, ed inoltre perché riconoscere il Vaticano come uno Stato violerebbe la Costituzione Statunitense, in particolare la “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose[5]. PER FORTUNA ANCHE QUESTE DISPOSIZIONI SONO VENUTE MENO NEGLI USA, POICHE' QUESTE DISPOSIZIONI PREDILIGEREBBERO UNA CONFESSIONE RELIGIOSA, QUELLA CATTOLICA A SCAPITO DI ALTRE. E CIO' E' ANTICOSTITUZIONALE.
da: LA RELIGIONE
CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php
http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html
http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm
http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html
[1] Discepoli di Verità, Segreto pontificio – I crimini sessuali nella Chiesa nascosti da papa Wojtyla e dal cardinale-prefetto Ratzinger, Milano, Kaos Edizioni, 2007.
[2] Marco Politi, “La Chiesa punisce chi fa del male ai bimbi ma il silenzio è garanzia per le vittime”, la Repubblica, 24.5.2007, p. 29. Vedasi: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/05/24/la-chiesa-punisce-chi-fa-del-male.html.
[3] Cfr. Roberto Renzetti, “Crimen Sollicitationis e Benedetto XVI”, in: Tony Braschi, op. cit, 203.
[4] Autore di importanti libri inchiesta tra i quali Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela Orlandi, Milano, Kaos Edizioni, 2002. In: http://nicotri.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/04/08/sorpresa-ecco-chi-come-e-quando-ha-deciso-in-vaticano-di-sottrarre-i-preti-pedofili-alla-magistratura-non-lo-indovinereste-mai/
[5] “Come capo di Stato il Pontefice non è processabile - Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa”, in: Corriere della Sera, 21.9.2005.
sabato 1 maggio 2010
QUANDO DO DA MANGIARE A UN POVERO, TUTTI MI CHIAMANO SANTO. QUANDO CHIEDO PERCHÉ I POVERI NON HANNO CIBO, TUTTI MI CHIAMANO COMUNISTA
La Teologia della Liberazione (TdL) ebbe origine come movimento spontaneo nell’alveo delle comunità di base cristiane, quelle che portano avanti, secondo il Concilio Vaticano II, l’aspetto più importante del messaggio del Cristo di Gamala, ovvero quello di riscatto della povera gente per una condizione sociale umana e dignitosa. Essa nacque in Brasile e fu una risposta necessaria al dilagare delle dittature in America Latina, a partire dagli inizi degli anni Settanta, tanto che si arrivò ad avere in quel paese circa 100.000 nuclei ecumenici per insegnare alla gente i diritti delle persone e a lottare per realizzarli. Molti cattolici, religiosi e laici, iniziarono così a prendere parte alle commissioni pastorali a carattere sociale, inserendosi nel tessuto vivo dei movimenti operai e dei sindacati. I principali ideologi furono il teologo peruviano Gustavo Gutierrez e i brasiliani Hélder Câmara († 1999) e Leonardo Boff, oltreché Frei Betto e Oscar Romero, assassinato dalla giunta militare di destra per la sua vicinanza ai bisogni del popolo (Cfr. cap. X). Fu proprio Gutierrez a dare una direttiva programmatica ai sacerdoti latino americani con il libro La teologia della liberazione del 1973, che in spagnolo aveva il titolo Historia, Política y Salvación de una Teología de Liberación. La TdL diviene automaticamente una sfida alle gerarchie ekklesiastiche, che hanno emarginato il Cristo dei poveri. Ritorna in tal modo dal Terzo Mondo quella richiesta, già risalente al medioevo, che diede luogo ai movimenti ereticali del XIII sec.: la Chiesa d’Amore e non la teoria delle preghiere, dette la domenica in Piazza San Pietro o - ancor peggio - l’azione dell’Inquisizione di ieri e di oggi, sulla quale si basa il potere della curia romana (Vedasi: Catari ed Albigesi, cap. VIII).
In una frase, Hélder Câmara spiegava tutto ciò: «Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista» .
Il domenicano Frei Betto, al secolo Carlos Alberto Libanio Christo, ha spiegato a Peace Reporter il programma della TdL: “In America Latina la maggior parte della gente vive nella povertà e la maggioranza è di fede cristiana. Quindi la domanda principale di questa gente è: Dio vuole che noi rimaniamo in questa sofferenza? Oppure, come sta scritto nella prima pagina della Bibbia, ha creato il mondo in modo che fosse un giardino, un meraviglioso giardino con uccelli, fiori, acqua cristallina? La Teologia della Liberazione, non è una teoria, non è un qualcosa nato nelle biblioteche, nelle scrivanie, nelle accademie, nelle università religiose… No! È la sistematizzazione dell’esperienza di fede dei poveri alla ricerca della loro liberazione” .
I punti essenziali della TdL sono pertanto:
1) La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino e la povertà è un peccato sociale.
2) La salvezza cristiana include una “liberazione integrale” dell’uomo e raggruppa per questo anche la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana.
3) Non vi sono solo peccatori, ma anche persecutori che opprimono le vittime del peccato che richiedono giustizia.
4) Rivendicare la democrazia, approfondendo la presa di coscienza delle popolazioni riguardo i loro veri nemici, per trasformare l’attuale sistema sociale ed economico.
5) Eliminare la povertà, la mancanza di opportunità e le ingiustizie sociali, garantendo l’accesso all’istruzione, alla sanità, alla scuola ecc.
6) Creare un uomo nuovo, come condizione indispensabile per assicurare il successo delle trasformazioni sociali. L’uomo solidale e creativo deve essere il motore dell’attività umana in contrapposizione alla mentalità capitalista della speculazione e della logica del profitto .
Leonardo Boff sottolinea che “Dall’incontro tra il lavoro intellettuale e l’ingiustizia sociale è nato un pensiero cristiano liberatore degli oppressi, contro l’oppressione e a favore della vita e della libertà. Senza un impegno diretto a favore degli oppressi, stando al loro lato in tutte le occasioni, camminando con loro in tutte le loro battaglie, nel campo, nella città, nelle favelas, non esiste Teologia della Liberazione. È in relazione a questo modo di vedere le cose che sono sempre stato legato al cammino degli oppressi, dal 1970”.
Sulla storia scritta dai vincitori afferma che “Tutti dobbiamo andare a scuola dal popolo. La cultura popolare è cordiale, solidale, calorosa, piena di spirito, leggerezza e magia. Le élites non sono cordiali, sono crudeli e senza pietà. Se leggiamo la Storia a partire dai vinti capiamo che la nostra Storia è piena di resistenze, lotte per la libertà e la dignità. Il problema è che pochi conoscono questa Storia, perché la storia è stata scritta da mani maschili e bianche, non da mani femminili, nere, indigene e mulatte. Dobbiamo collegare le lotte di oggi con le lotte del passato, in Brasile e nel resto del mondo”.
Per raggiungere i nostri fini di pace sociale, economica, scolastica e sanitaria: “Bisogna lavorare sempre con strumenti che i nostri nemici ideologici non possono usare e che sono la verità, la trasparenza, il senso della giustizia, del diritto, la stima del popolo e dei suoi valori. I nostri nemici ideologici hanno sempre bisogno di occultare la verità, distorcere i fatti, demoralizzare il popolo” .
Per queste idee favorevoli alla strenua difesa dei diritti dei poveri e contro le grandi lobbies basiliane, Leonardo Boff si è scontrato in modo sempre più aspro con le gerarchie vaticane, in particolare con il correlatore della sua tesi a Monaco nel 1970, Joseph Ratzinger. Perciò il Panzerkardinal lo convocò il 15 maggio 1984. Il libro del francescano Chiesa: carisma e potere (Roma, Borla, 1983) – secondo il prefetto – aveva un tono “polemico e diffamatorio” che proponeva una “certa qual utopia rivoluzionaria estranea alla Chiesa”, tanto che c’era da chiedersi inorriditi: “Il discorso di queste pagine è guidato dalla fede, o da principi di natura ideologica, di certa ispirazione neomarxista?”. Le parole finali del Grande Inquisitore furono un invito a liberarsi “da certo socialismo utopico che non può essere identificato con il Vangelo” .
Padre Boff scrisse in un articolo apparso sul Folha de São Paolo: “I teologi latino-americani non negano in alcun modo la natura divina del Cristo, né il valore redentore della sua morte… Essi mettono l’accento sulla realtà vissuta. Astrarre non significa negare…
I Teologi della liberazione che si servono di talune categorie della tradizione marxista (specie Gramsci e Althusser) lo fanno analizzando le situazioni vissute dal popolo… Marx, in quanto tale, non interessa. Marx interessa solo nella misura in cui aiuti a meglio capire la realtà dello sfruttamento e segnali possibili sconfinamenti di quel sistema antipopolare che è il capitalismo” . A detta di Boff, pertanto, il problema va risolto nel Primo mondo “dove risiedono le principali cause dello sfruttamento e della oppressione”. Insomma, si potevano impiegare le categorie socioeconomiche marxiste per analizzare meglio le realtà politiche di un popolo, senza abbracciare tale dottrina. Nulla da fare. Ratzinger bollò come inammissibile il saggio Chiesa: carisma e potere. Saggio di ecclesiologia militante, che inevitabilmente traeva in causa La Chiesa d’Europa che guardava “alla Chiesa del Terzo mondo dalla finestra di un palazzo”. Ne derivava un pericolo per la sana dottrina della fede (o forse per la ricchezza smodata e priva di scrupoli della Chiesa di Roma?). Il padre francescano fu perciò condannato ad un anno di silenzio: niente scritti, niente conferenze, ma la sua convinzione non fu per niente scalfita: “I provvedimenti presi nei miei confronti non annullano la necessità che, in un’unione col magistero, si continui procedendo nella elaborazione di un’autentica Teologia della Liberazione”.
Le proteste di una decina di vescovi non valsero a nulla. A nulla neppure il ricorso di 25 organizzazioni cattoliche brasiliane, perché padre Boff non aveva avuto la possibilità di difendersi: il Panzerkardinal aveva perciò violato i diritti umani dell’indagato. Nell’‘87 costui proibì la pubblicazione del saggio di Boff Trinità e società e lo estromise dalla rivista francescana Vozes. E quando il Prefetto decise di privarlo della cattedra di teologia, Boff nel 1992 “lasciò non solo l’ordine francescano, ma anche la Chiesa” . Prima di andarsene, però, ribadì il suo impegno sociale, che avrebbe subito adesso un’intensificazione, poiché non vi erano più i freni del Sant’Uffizio: “Il potere dottrinale ecclesiastico è crudele e senza pietà. Esso non dimentica nulla ed esige tutto. Me ne vado per mantenere la mia libertà e continuare un lavoro che mi si impediva di svolgere. (…) Esistono ancora una comunità cristiana e un torrente di fraternità francescana nel quale mi potrò collocare in giovialità e libertà” .
Su Giovanni Paolo II, e sulla sua catastrofica svolta autoritaria, Boff scrisse: «(…) A Roma il nuovo Papa strinse accordi con la burocrazia vaticana, conservatrice per sua natura, che era del suo medesimo avviso. Si stabilì un granitico blocco storico costituito dal Papa e dalla Curia, che aveva il fine di imporre la restaurazione dell’antica identità ecclesiale e della vecchia disciplina. (…)
Riscrisse il diritto canonico in modo da reinquadrare la totalità della vita ecclesiale, giunse a pubblicare il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica (1997) e con esso ufficializzò il pensiero unico all’interno della Chiesa.(…)
Si convinse che in America Latina il pericolo era il marxismo, quando il verace e infausto pericolo è sempre stato il capitalismo selvaggio e colonialista, con le sue élite antipopolari e reazionarie. In Giovanni Paolo II prevalse la missione religiosa della Chiesa, non la sua missione sociale. Se egli avesse detto “appoggeremo i poveri e contamineremo la Chiesa con le riforme nel nome del Vangelo e della tradizione dei Profeti”, ben altro sarebbe stato il destino politico dell’America Latina.
Invece organizzò la restaurazione conservatrice in tutto il continente: rimosse i vescovi della liberazione e designò vescovi lontani dalla vita del popolo, chiuse le istituzioni teologiche e sanzionò i loro docenti» .
Appena dopo l’elezione di Ratzinger a Papa, Leonardo Boff fu intervistato da Omero Ciai per la Repubblica il 23 aprile 2005. Come suo costume, il Teologo della Liberazione, aggiunse senza mezzi termini: «L’uomo che ho conosciuto io ha un grande limite: è senza dubbi, e coloro che non hanno dubbi non sono aperti al dialogo, né sono capaci di apprendere dagli altri”. Perciò Boff si è sentito defraudato da questa scelta, una scelta che rinchiude ancor più la Chiesa nel suo medioevo arcaico: “Ratzinger parla soltanto della Chiesa e combatte le altre visioni del mondo: l’agnosticismo, il relativismo. A questi “ismi” andrebbe però aggiunto anche quello del “romanismo”, di chi crede che nella Chiesa tutto accada a Roma». Di qui un progressivo ma inesorabile allontanamento dei fedeli dal Vaticano e la mancanza di vocazioni tradizionali: “Quando una chiesa non ha più sacerdoti sia a causa dell’imposizione del celibato, sia per la sua dottrina astratta e lontana dalla vita concreta dei suoi fedeli, molti non la percepiscono più come un focolare e l’abbandonano. Ma in Brasile ci sono anche centomila comunità di base e un milione di circoli biblici dove i cristiani vivono guidati dalla Teologia della Liberazione, condannata dal cardinale Ratzinger, ma così importante come ispiratrice di cambiamenti nella società” .
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), maggio, 2010.
544 pagine, 167 immagini, € 25
In una frase, Hélder Câmara spiegava tutto ciò: «Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista» .
Il domenicano Frei Betto, al secolo Carlos Alberto Libanio Christo, ha spiegato a Peace Reporter il programma della TdL: “In America Latina la maggior parte della gente vive nella povertà e la maggioranza è di fede cristiana. Quindi la domanda principale di questa gente è: Dio vuole che noi rimaniamo in questa sofferenza? Oppure, come sta scritto nella prima pagina della Bibbia, ha creato il mondo in modo che fosse un giardino, un meraviglioso giardino con uccelli, fiori, acqua cristallina? La Teologia della Liberazione, non è una teoria, non è un qualcosa nato nelle biblioteche, nelle scrivanie, nelle accademie, nelle università religiose… No! È la sistematizzazione dell’esperienza di fede dei poveri alla ricerca della loro liberazione” .
I punti essenziali della TdL sono pertanto:
1) La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino e la povertà è un peccato sociale.
2) La salvezza cristiana include una “liberazione integrale” dell’uomo e raggruppa per questo anche la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana.
3) Non vi sono solo peccatori, ma anche persecutori che opprimono le vittime del peccato che richiedono giustizia.
4) Rivendicare la democrazia, approfondendo la presa di coscienza delle popolazioni riguardo i loro veri nemici, per trasformare l’attuale sistema sociale ed economico.
5) Eliminare la povertà, la mancanza di opportunità e le ingiustizie sociali, garantendo l’accesso all’istruzione, alla sanità, alla scuola ecc.
6) Creare un uomo nuovo, come condizione indispensabile per assicurare il successo delle trasformazioni sociali. L’uomo solidale e creativo deve essere il motore dell’attività umana in contrapposizione alla mentalità capitalista della speculazione e della logica del profitto .
Leonardo Boff sottolinea che “Dall’incontro tra il lavoro intellettuale e l’ingiustizia sociale è nato un pensiero cristiano liberatore degli oppressi, contro l’oppressione e a favore della vita e della libertà. Senza un impegno diretto a favore degli oppressi, stando al loro lato in tutte le occasioni, camminando con loro in tutte le loro battaglie, nel campo, nella città, nelle favelas, non esiste Teologia della Liberazione. È in relazione a questo modo di vedere le cose che sono sempre stato legato al cammino degli oppressi, dal 1970”.
Sulla storia scritta dai vincitori afferma che “Tutti dobbiamo andare a scuola dal popolo. La cultura popolare è cordiale, solidale, calorosa, piena di spirito, leggerezza e magia. Le élites non sono cordiali, sono crudeli e senza pietà. Se leggiamo la Storia a partire dai vinti capiamo che la nostra Storia è piena di resistenze, lotte per la libertà e la dignità. Il problema è che pochi conoscono questa Storia, perché la storia è stata scritta da mani maschili e bianche, non da mani femminili, nere, indigene e mulatte. Dobbiamo collegare le lotte di oggi con le lotte del passato, in Brasile e nel resto del mondo”.
Per raggiungere i nostri fini di pace sociale, economica, scolastica e sanitaria: “Bisogna lavorare sempre con strumenti che i nostri nemici ideologici non possono usare e che sono la verità, la trasparenza, il senso della giustizia, del diritto, la stima del popolo e dei suoi valori. I nostri nemici ideologici hanno sempre bisogno di occultare la verità, distorcere i fatti, demoralizzare il popolo” .
Per queste idee favorevoli alla strenua difesa dei diritti dei poveri e contro le grandi lobbies basiliane, Leonardo Boff si è scontrato in modo sempre più aspro con le gerarchie vaticane, in particolare con il correlatore della sua tesi a Monaco nel 1970, Joseph Ratzinger. Perciò il Panzerkardinal lo convocò il 15 maggio 1984. Il libro del francescano Chiesa: carisma e potere (Roma, Borla, 1983) – secondo il prefetto – aveva un tono “polemico e diffamatorio” che proponeva una “certa qual utopia rivoluzionaria estranea alla Chiesa”, tanto che c’era da chiedersi inorriditi: “Il discorso di queste pagine è guidato dalla fede, o da principi di natura ideologica, di certa ispirazione neomarxista?”. Le parole finali del Grande Inquisitore furono un invito a liberarsi “da certo socialismo utopico che non può essere identificato con il Vangelo” .
Padre Boff scrisse in un articolo apparso sul Folha de São Paolo: “I teologi latino-americani non negano in alcun modo la natura divina del Cristo, né il valore redentore della sua morte… Essi mettono l’accento sulla realtà vissuta. Astrarre non significa negare…
I Teologi della liberazione che si servono di talune categorie della tradizione marxista (specie Gramsci e Althusser) lo fanno analizzando le situazioni vissute dal popolo… Marx, in quanto tale, non interessa. Marx interessa solo nella misura in cui aiuti a meglio capire la realtà dello sfruttamento e segnali possibili sconfinamenti di quel sistema antipopolare che è il capitalismo” . A detta di Boff, pertanto, il problema va risolto nel Primo mondo “dove risiedono le principali cause dello sfruttamento e della oppressione”. Insomma, si potevano impiegare le categorie socioeconomiche marxiste per analizzare meglio le realtà politiche di un popolo, senza abbracciare tale dottrina. Nulla da fare. Ratzinger bollò come inammissibile il saggio Chiesa: carisma e potere. Saggio di ecclesiologia militante, che inevitabilmente traeva in causa La Chiesa d’Europa che guardava “alla Chiesa del Terzo mondo dalla finestra di un palazzo”. Ne derivava un pericolo per la sana dottrina della fede (o forse per la ricchezza smodata e priva di scrupoli della Chiesa di Roma?). Il padre francescano fu perciò condannato ad un anno di silenzio: niente scritti, niente conferenze, ma la sua convinzione non fu per niente scalfita: “I provvedimenti presi nei miei confronti non annullano la necessità che, in un’unione col magistero, si continui procedendo nella elaborazione di un’autentica Teologia della Liberazione”.
Le proteste di una decina di vescovi non valsero a nulla. A nulla neppure il ricorso di 25 organizzazioni cattoliche brasiliane, perché padre Boff non aveva avuto la possibilità di difendersi: il Panzerkardinal aveva perciò violato i diritti umani dell’indagato. Nell’‘87 costui proibì la pubblicazione del saggio di Boff Trinità e società e lo estromise dalla rivista francescana Vozes. E quando il Prefetto decise di privarlo della cattedra di teologia, Boff nel 1992 “lasciò non solo l’ordine francescano, ma anche la Chiesa” . Prima di andarsene, però, ribadì il suo impegno sociale, che avrebbe subito adesso un’intensificazione, poiché non vi erano più i freni del Sant’Uffizio: “Il potere dottrinale ecclesiastico è crudele e senza pietà. Esso non dimentica nulla ed esige tutto. Me ne vado per mantenere la mia libertà e continuare un lavoro che mi si impediva di svolgere. (…) Esistono ancora una comunità cristiana e un torrente di fraternità francescana nel quale mi potrò collocare in giovialità e libertà” .
Su Giovanni Paolo II, e sulla sua catastrofica svolta autoritaria, Boff scrisse: «(…) A Roma il nuovo Papa strinse accordi con la burocrazia vaticana, conservatrice per sua natura, che era del suo medesimo avviso. Si stabilì un granitico blocco storico costituito dal Papa e dalla Curia, che aveva il fine di imporre la restaurazione dell’antica identità ecclesiale e della vecchia disciplina. (…)
Riscrisse il diritto canonico in modo da reinquadrare la totalità della vita ecclesiale, giunse a pubblicare il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica (1997) e con esso ufficializzò il pensiero unico all’interno della Chiesa.(…)
Si convinse che in America Latina il pericolo era il marxismo, quando il verace e infausto pericolo è sempre stato il capitalismo selvaggio e colonialista, con le sue élite antipopolari e reazionarie. In Giovanni Paolo II prevalse la missione religiosa della Chiesa, non la sua missione sociale. Se egli avesse detto “appoggeremo i poveri e contamineremo la Chiesa con le riforme nel nome del Vangelo e della tradizione dei Profeti”, ben altro sarebbe stato il destino politico dell’America Latina.
Invece organizzò la restaurazione conservatrice in tutto il continente: rimosse i vescovi della liberazione e designò vescovi lontani dalla vita del popolo, chiuse le istituzioni teologiche e sanzionò i loro docenti» .
Appena dopo l’elezione di Ratzinger a Papa, Leonardo Boff fu intervistato da Omero Ciai per la Repubblica il 23 aprile 2005. Come suo costume, il Teologo della Liberazione, aggiunse senza mezzi termini: «L’uomo che ho conosciuto io ha un grande limite: è senza dubbi, e coloro che non hanno dubbi non sono aperti al dialogo, né sono capaci di apprendere dagli altri”. Perciò Boff si è sentito defraudato da questa scelta, una scelta che rinchiude ancor più la Chiesa nel suo medioevo arcaico: “Ratzinger parla soltanto della Chiesa e combatte le altre visioni del mondo: l’agnosticismo, il relativismo. A questi “ismi” andrebbe però aggiunto anche quello del “romanismo”, di chi crede che nella Chiesa tutto accada a Roma». Di qui un progressivo ma inesorabile allontanamento dei fedeli dal Vaticano e la mancanza di vocazioni tradizionali: “Quando una chiesa non ha più sacerdoti sia a causa dell’imposizione del celibato, sia per la sua dottrina astratta e lontana dalla vita concreta dei suoi fedeli, molti non la percepiscono più come un focolare e l’abbandonano. Ma in Brasile ci sono anche centomila comunità di base e un milione di circoli biblici dove i cristiani vivono guidati dalla Teologia della Liberazione, condannata dal cardinale Ratzinger, ma così importante come ispiratrice di cambiamenti nella società” .
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), maggio, 2010.
544 pagine, 167 immagini, € 25
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